Il mio nuovo logo

Come forse avrete notato nei miei canali social, ho rinnovato il mio logo, che mi accompagnava da quasi 5 anni.

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Sentivo ormai che il mio vecchio logo non mi rispecchiava più totalmente, e cercavo qualcosa di più semplice, riconoscibile. Così come il tempo si accumula, stratificando esperienze e convinzioni, così anche Monnicraft è lentamente cambiato, arricchendosi di articoli e competenze.

Grazie all’idea della mia amica Ilaria e le capacità della fantastica Silvia Ferraguti (trovate il suo negozio Etsy QUI ) siamo riuscite a creare qualcosa di cui sono più che fiera. Vorrei spiegarvi brevemente il perchè dei vari elementi che compongono il logo, così da farmi conoscere ancora meglio.

  • Il Sacro Cuore: per chi non lo conosce, il Sacro Cuore di Gesù è forse il simbolo più forte del suo amore per noi. L’ho scelto per porre tutto il mio operato sotto il Suo sguardo, poichè considero Monnicraft (oltre al mio ruolo primario di moglie e madre) una mia via personale per la santità. Mi piace molto l’idea del cuore, perchè vorrei trasmettere l’amore che metto in ogni dettaglio dei miei articoli
  • Ago e filo: beh che dire, sono le mie armi principali! È vero che utilizzo anche uncinetto, colla a caldo e altro… Ma il cucito occupa la gran parte del mio tempo.
  • Scritta: forse avrete notato che ho modificato il mio nome, da MONNICrAft a Monnicraft, più semplice ed elegante. E il corsivo è la mia grafia preferita: elegante, scorrevole e,soprattutto, fatta a mano.

Che ne pensate del mio logo? Avreste immaginato altro?

Il mio laboratorio

Come promesso nell’ultimo articolo, in cui vi parlo dell’organizzazione delle mie giornate, vi mostro il mio laboratorio. Avendo finalmente a disposizione una stanza della nuova casa, ho cercato di organizzare in maniera efficiente e comoda tutti i miei attrezzi e materiali da lavoro. Ho mantenuto alcuni mobili originali di mio nonno (in quanto era appunto la sua stanza dei “ciapini”, delle attività), integrando con molti mobili ikea e soluzioni alternative per contenere e suddividere la minuteria, prendendo spunto da Pinterest e spendendo pochissimo.Fatemi sapere le vostre impressioni, domande e suggerimenti!P.s. abbiate pietà delle mie scarse doti cinematografiche, è il mio primo video!

Come mi organizzo?

Dopo la nascita del piccolo Bernardo mi sono presa un periodo per riposarmi, dedicarmi al nuovo arrivato e adattarmi alla nuova routine. Ma da un paio di settimane ho lentamente ricominciato a riaprire i negozi online e a pubblicare i prodotti sui social.

Molti di voi mi chiedono come faccia ad organizzarmi, barcamenandomi tra tutte le attività e avere tempo per ciascuna. Questa domanda mi stupisce sempre, perchè  non mi ritengo assolutamente una persona ordinata nè organizzata (mio marito mi sgrida sempre per il mio caos intrinseco).

In effetti però, elencando tutte le mie attività, mi rendo conto di essere impegnata in molte cose: faccio scuola a casa, sono artigiana, tengo incontri informativi, ho due figli, un marito e ovviamente sono anche casalinga.

Questo NON vuole essere un articolo autocelebrativo: come detto prima, penso ci siano persone molto più efficienti di me e non mi sento di insegnare a nessuno come migliorare la propria gestione famigliare o di vita. Sto solo soddisfando la curiosità di chi mi segue, e magari uno dei miei trucchetti potrebbe tornarvi utile (anche se ognuno è differente e quindi ha i propri modi di fare).

Ecco alcuni accorgimenti, probabilmente per voi banali, che nel corso degli anni ho messo in atto (e su cui ovviamente sto ancora lavorando):

  • ROUTINE: creare una routine (o almeno provarci), aiuta a trovare tempo per tutto. Ultimamente cerco di darmi degli obiettivi primari, e solo dopo averli raggiunti passo alle cose secondarie (che in caso di contrattempi possono slittare ai giorni successivi). Ad esempio, mi dedico ai bambini e quindi alla scuola a casa la mattina, poi dopo pranzo li metto a letto e, dopo aver un po’ riposato anche io  mi occupo degli ordini di MONNICrAft. Nel tardo pomeriggio sbrigo le faccende di casa o le commissioni in paese. Dopo cena cerco di rilassarmi, ma se ho cose urgenti da fare cerco comunque di non fare troppo tardi.
  • ORDINE: sebbene non sia una persona ordinata, ultimamente sto cercando di combattere la mia tendenza al caos. Ho notato che vivere e lavorare in un ambiente disordinato, oltre a far perdere tempo prezioso, mi rende meno serena e produttiva. Grazie al trasloco in una casa più grande, ho cercato di riorganizzare spazi e mobili nella maniera più efficiente possibile, e i risultati ci sono stati eccome! La casa è più bella, si pulisce e mantiene con meno sforzo. In particolare, avere finalmente un laboratorio è stato un grande passo avanti (ve ne avevo parlato QUI, ma penso di realizzare a breve un video per mostrarvelo bene). Riesco a lavorare in ogni ritaglio di tempo, lasciando sul tavolo gli articoli incompiuti, e ogni attrezzo o materiale ha il suo posto. Anche gli ordini vengono organizzati e gestiti su una lavagna, così da averne sempre traccia visibile.
  • SERENITA’: Mentre in passato mi davo obiettivi al di sopra delle mie forze per poi cercare di fare tutto sempre di corsa, ultimamente ho rallentato i ritmi, prediligendo un minor numero di impegni ma di qualità e priorità maggiore. Ho scoperto che…. il mondo girava lo stesso anche senza i miei sforzi da supereroe! Per quanto riguarda la mia attività, la maggior parte dei clienti sa che dietro MONNICrAft c’è un’artigiana, madre e moglie: i tempi di attesa leggermente più lunghi sono quindi comprensibili e a volte addirittura apprezzati ( l’oggetto che acquisti richiede tempo, precisione e cura). A livello famigliare una madre che casca dal sonno non può essere utile agli altri componenti, perciò per la sottoscritta il riposo è importantissimo.
  • FIDUCIA: l’ultimo punto ma il più importante, senza cui non credo potrei combinare molto. Fiducia verso il marito, perchè una coppia solida è la base di una vita serena e terreno fertile su cui coltivare le più svariate attività. Ma soprattutto Fiducia in Dio, che tutto vede e provvedeSto cercando sempre più di affidarmi alla Provvidenza nelle questioni importanti ma anche nelle piccole decisioni quotidiane, e non sono mai rimasta delusa. MONNICrAft è nata da un apparente evento negativo (la perdita del mio lavoro), ma ha portato un grande bene alla mia vita (e spero anche ai miei clienti, che possono trovare oggetti utili alla devozione). Anche nei periodi più difficili, affidandomi a Dio e affrontando tutto giorno per giorno, non ho mai trovato sfide più grandi delle capacità in mio possesso.

E voi, come vi organizzate?

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Rara foto in cui siamo tutti insieme e in tenuta elegante

 

Nuovo laboratorio!

Ultimamente, vi chiedo scusa, ho trascurato questo blog e i social in generale. Oltre alla gravidanza che avanza (ma che mi sta lasciando, almeno per ora, in ottima salute), ho affrontato un trasloco di casa. Faticosissimo e molto stancante, ma decisamente soddisfacente. Abbiamo lasciato un appartamento di 70 mq scarsi (che erano diventati veramente stretti per tutti noi), per una casa con giardino, piena di spazi  ed estremamente confortevole. Oltre a una mansarda per giochi, ospiti e la scuola a casa, sono finalmente riuscita a ritagliarmi un’intera stanza, da adibire a laboratorio!!! In più, questa apparteneva al mio caro nonno, che come me aveva l’artigianato nel sangue, e che possedeva arredi antichi ma perfetti per conservare gli attrezzi.

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Lo so, vi sembrerà caotica e disadorna… beh datemi tempo!

Non mi resta che invitarvi in questo piccolo tour virtuale, e per chi passasse in zona l’invito a farmi visita è sempre valido!

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Zona organizzativa per gli ordini e antica madia ridipinta per contenere e organizzare tutte le mie stoffe!
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La parte che preferisco: banco da lavoro del nonno (ridecorato con semplice carta adesiva), e mensole per contenere tanti piccoli accessori
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Mobile per la zona “ufficio” (non sembra ma la parte amministrativa è tanta anche per una piccola artigiana come me), carrello per i cotoni e altra zona tessuti
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Infine, vetrinetta per altri attrezzi e il futuro fasciatoio del piccolo

Devo dire che, tra mobili ereditati grazie al nonno “ciapinaro” (da noi a Bologna si dice così), credenze della cucina e qualche accessorio IKEA, ho finalmente una piccola stanza tutta per me, che spero mi renda più organizzata e produttiva!

Che ne pensate?

I colori del velo muliebre

Tutte coloro che si avvicinano per la prima volta al velo muliebre si chiedono perchè ne esistano in vari colori, se ci sia una norma che ne regoli l’utilizzo. Io stessa mi sono posta queste domande quando alla mia prima Messa tridentina vidi le donne col capo coperto dal velo.

Sia nel mio impegno di apostolato, che nella realizzazione e vendita dei veli in pizzo mi viene spesso chiesto un parere in merito, lo condivido quindi con voi.

Innanzitutto, norme che regolino il colore del velo non esistono. L’importante è coprirsi il capo in chiesa, e in particolare durante la santa Messa. QUI trovate riferimenti biblici e canonici sull’utilizzo del velo muliebre. Esistono però tradizioni, a livello nazionale, che nel tempo si erano ben consolidate nell’uso comune.

In Italia si utilizzata soprattutto il velo di forma triangolare, a volte rettangolare, con i seguenti colori: nero per le donne sposate, grigio o nero per le vedove, bianco per le nubili. Oltre a un segno del proprio stato, poteva aiutare eventuali celibi in cerca di moglie a evitare spiacevoli tentativi. Spesso infatti la chiesa era il luogo di incontro principale, specie nei paesi rurali.

In altri paesi la tradizione è differente: in Spagna la mantilla andava per la maggiore, in particolare in nero. Nei paesi teutonici non si era stabilito l’uso esclusivo del velo di pizzo, ci si copriva con fazzoletti, scialli e sciarpe.

Negli Stati Uniti, ove l’utilizzo del velo è più presente al giorno d’oggi, spesso si seguono i tempi liturgici abbinandosi: viola per la quaresima, oro o rosso per il Natale, ecc…

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In generale penso che sia importante coprirsi il capo con devozione, senza eccedere e senza risultare inopportune per il proprio stato (ad esempio portando colori molto sgargianti se si è avanti con l’età o maritate). Altri colori utilizzabili sono il beige, il blu (che essendo scuro e mariano va bene per tutte), rosa per le bambine.

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QUI trovate il catalogo con tutti i miei veli disponibili.

Contattatemi per altre informazioni!

 

Spille per veli muliebri

Anno nuovo, scoperte nuove!

Spesso mi viene chiesto come non far scivolare il velo dal capo. Tra i capelli lisci o piccoli bambini curiosi, spesso è un’impresa mantenere il velo correttamente sopra la testa.

Oltre a scegliere un modello non troppo grande (triangolare ad esempio) e di un tessuto morbido, da oggi vi propongo l’utilizzo di queste spillette apposite:

Posso su richiesta cucirle direttamente sotto al velo triangolare, così da evitare danni al velo in caso si usassero spille per capelli non apposite. In alternativa, posso fornirle anche a coloro che già possiedono un velo e desiderano cucirle da sé.

Sconsiglio queste spille per i modelli rettangolari o mantilla: la lunghezza di questi ultimi permette di tenerli più in posizione, magari passandone i lembi oltre le spalle.

Cosa ne pensate?

Contattatemi per altre informazioni!

Per Grazia Ricevuta

Chi mi segue ormai da un po’ sa che MONNICrAft non è solo un’attività artigianale, ma una parte della mia vita. Nata grazie a una provvidenziale perdita di lavoro in gravidanza, ora in crescita seguendo tempistiche e dinamiche famigliari.

Sono quindi molto felice di condividere una grande gioia recente. Dopo anni di preghiere, attesa e speranza il buon Dio ci ha consegnato una nuova vita da accudire, che nascerà quest’estate. Questa nuova gravidanza ha portato ancora più felicità (e caos) nella nostra piccola (e già caotica) famiglia. Dopo alcuni timori iniziali, tutto sta procedendo per il meglio, ringraziando Dio.

Vi mostro l’ex-voto che ho realizzato per l’occasione, posto vicino alla statua della Beata Vergine a cui tante volte mi sono rivolta per ottenere nuovamente il dono della maternità.

La sorpresa più bella è stata quella di aver scoperto che parenti, famigliari, amici e addirittura conoscenti avevano pregato tanto per noi, e sono convinta siano state proprio queste suppliche ad aver smosso la Misericordia divina.

Invito quindi chi volesse a continuare a pregare per questa gravidanza, in particolare per questa piccola nuova anima.

p.s.: grazie alla mia salute gli ordini continueranno ad essere accettati ed evasi regolarmente, a Dio piacendo.

 

Il senso del tempo

In primis da quando sono madre, ma anche da artigiana, ho avuto modo di realizzare sempre più concretamente il valore del tempo.

Le cose migliori necessitano di molto tempo. Alcuni esempi?

In ambito culinario, il ragù necessita di almeno 3 ore di cottura, inutile cercare di velocizzare il processo, pena un gusto non paragonabile. Il parmigiano reggiano, l’aceto balsamico, e tanti altri prodotti migliorano col tempo. (si vede che sono di Bologna, eh?) Il pane? se si produce con il lievito madre (come faccio io), ha bisogno tra lievitazione e lavorazione un giorno circa…. al contrario dei prodotti da supermercato con lieviti chimici, dannosi e poco gustosi.

In ambito umano basti pensare che per fare un bambino occorrono 40 settimane (oltre al fatto che non sempre una nuova vita arriva quando la si cerca, possono passare anni). I bambini nati prematuramente hanno purtroppo spesso gravi problemi, perchè il loro tempo non era ancora giunto, ogni giorno della gestazione serve a permettere uno sviluppo completo. E nelle relazioni solo gli anni permettono una conoscenza profonda di chi ci sta accanto.

Anche la Bibbia è piena di storie sul valore del tempo: nonostante ci sia concessa una vita tutto sommato breve, che può finire in qualsiasi momento, è fondamentale utilizzare ogni istante con perizia, al fine di raggiungere il nostro scopo ultimo, il Paradiso. Pensiamo ai 30 anni che Gesù trascorse nel nascondimento della vita quotidiana, dei decenni che Elisabetta e Zaccaria, come anche Abramo, dovettero aspettare per essere esauditi nel mettere al mondo un figlio. Come anche santa Monica, che dedicò tutta la sua vita alla conversione del marito (che avvenne in punto di morte), e di uno dei suoi figli (il grandissimo s, Agostino).

Insomma, al contrario della mentalità odierna, del tutto e subito, delle scorciatoie e del multi-tasking… la realtà è quella dello scorrere del tempo, della ciclicità delle stagioni, e la vera saggezza è quella antica, frutto di decenni, secoli di esperienza. E’ vero che, oggigiorno, è difficile trovare tempo per tutto, presi come siamo dai tantissimi impegni che ci fanno correre da una parte all’altra. Ma è anche vero che spesso siamo noi stessi a sommergerci di piccole cose, perdendo di vista quelle più importanti. Se davvero lo volessimo, tempo per una cosa che ci sta a cuore si troverebbe sempre.

Anche nella mia attività cerco, per quanto possibile, di utilizzare tecniche e metodi antichi. Un esempio? Una collana o un rosario all’uncinetto richiedono ore di lavorazione, ma il risultato non è paragonabile agli articoli industriali simili (l’uncinetto, al contrario della maglia, non è realizzabile con nessuna macchina automatica). Le mie rose di carta sono tagliate e piegate a mano; sicuramente potrei realizzarne in quantità maggiore utilizzando una pressa e una forma, ma il risultato non sarebbe unico, originale, irripetibile. Un pannolino lavabile, realizzato interamente a mano (dal taglio al confezionamento) richiede circa 4 ore di lavoro, decisamente diverso rispetto a un usa-e-getta.

Belle queste perline lavorate di appena 3cm di diametro? Serve più di un’ora per realizzarne una.

Prima quindi di stupirsi dei miei tempi d’attesa, talvolta lunghi, o del costo degli oggetti artigianali, decisamente superiori agli articoli commerciali, bisognerebbe invece ricordarsi che per ottenere una cosa bella occorre tempo, pazienza, dedizione. Ma ne vale la pena.

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Sarà che vengo dalla Bassa, ma le parole di Guareschi mi ricordano sempre questa verità:

“Non si può fare un paragone tra un fiume e una strada perché le strade appartengono alla storia e i fiumi alla geografia.

E con questo? La storia non la fanno gli uomini: gli uomini subiscono la storia come subiscono la geografia. E la storia, del resto, è in funzione della geografia.

Gli uomini cercano di correggere la geografia bucando le montagne e deviando i fiumi e, così facendo, si illudono dì dare un corso diverso alla storia, ma non modificano un bel niente, perché, un bel giorno, tutto andrà a catafascio. E le acque ingoieranno i ponti, e romperanno le dighe, e riempiranno le miniere; crolleranno le case e i palazzi e le catapecchie, e l’erba crescerà sulle macerie e tutto ritornerà terra.

E i superstiti dovranno lottare a colpi di sasso con le bestie, e ricomincerà la storia. La solita storia. Poi, dopo tremila anni, scopriranno, sepolto sotto quaranta metri di fango, un rubinetto dell’acqua potabile e un tornio della Breda di Sesto San Giovanni e diranno: «Guarda che roba!».

E si daranno da fare per organizzare le stesse stupidaggini dei lontani antenati. Perché gli uomini sono delle disgraziate creature condannate al progresso, il quale progresso porta irrimediabilmente a sostituire il vecchio Padreterno con le nuovissime formule chimiche. E così, alla fine, il vecchio Padreterno si secca, sposta di un decimo di millimetro l’ultima falange del mignolo della mano sinistra e tutto il mondo va all’aria.”

da Giovannino Guareschi, Tutto Don Camillo. Mondo piccolo, I, BUR, Milano, 2008, p. 6

p.s. probabilmente i miei ragionamenti vi sembreranno ovvi, banali….ma ci ho messo 28 anni per farli!

Apostolato sull’uso del velo muliebre

Spesso mi viene chiesto se sia opportuno portare il velo anche in chiese o occasioni in cui è caduto in disuso. Il rispetto umano porta infatti a conformarci ai costumi della maggioranza…. ma il cattolico è chiamato a dare testimonianza della sua Fede proprio con coraggio di dire e mostrare la Verità. La mia risposta è quindi che a maggior ragione è bene utilizzare il velo anche quando non è consueto vederne. Oltre a un atto pio e di devozione, diventa occasione di apostolato di questa pratica. Le malelingue ci saranno, ma magari qualche coscienza verrà toccata dalla curiosità (o dalla nostalgia, specialmente nelle signore anziane che vissero l’abbandono del velo muliebre), e magari sempre più donne riscopriranno una tradizione della Chiesa.

IMG_20180626_145423Io, ad esempio, cominciando a portarlo a Messa, sono lentamente passata a portarlo ogni volta che entro in chiesa, in quanto si è sempre alla presenza di Dio. Qualche sguardo di disapprovazione l’ho notato, ma anche di gioia, riconoscenza, curiosità.

Per chi desidera è scaricabile  qui un volantino da affiggere magari fuori dalla Chiesa, in sagrestia, in cappella…

Qui l’articolo completo sul velo muliebre